[CIOCLUBITALIA]: come state affrontando l’emergenza Covid-19?

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  • #3788
    AlexTesta2019AlexTesta2019
    Amministratore del forum

    In questo post siete liberi di indicare come avete dovuto affrontare l’emergenza come ITM e CIO. Eravate preparati? La Direzione aziendale vi ha dato gli strumenti da voi richiesti per affrontarla? Avete lavorato subito in smart working o c’è voluto un po per attivarvi? I vostri utenti? Come hanno reagito a questa novità? La vostra azienda ha temporaneamente fermato le attività?
    Sentitevi liberi di sfogare tutto ciò che avreste voluto dire e fino ad oggi non avete fatto!

    Un caro abbraccio a tutti!
    Pasquale Testa

    • Questo topic è stato modificato 9 mesi, 3 settimane fa da AlexTesta2019AlexTesta2019.
    #4029

    Personalmente ho ritenuto questo brutto periodo un buon banco di prova per tutti gli strumenti di collaboration che usiamo, anche per quegli utenti meno avvezzi all’innovazione. Abbiamo introdotto Teams poco prima dell’emergenza Coronavirus ed essere “costretti” ad utilizzarlo é stato sicuramente un vantaggio. Per tutte le altre cose quali VPN, Centralino Virtuale, Gestionale web based, é stata l’occasione per valorizzare ancora di più l’investimento fatto

    #4053

    La nostra infrastruttura è organizzata per fornire servizi IT in modalità multicloud e on-premise. Pertanto gli utenti che hanno fatto richiesta di smart working possono accedere ad alcuni servizi informatici (HR, email, Intranet) direttamente tramite il browser. Tuttavia è una situazione di straordinarietà alla quale non eravamo pronti, pertanto, laddove è necessario, per coloro che non dispongono di notebook aziendale, abbiamo momentaneamente concesso la possibilità di utilizzare il PC domestico per accedere, a mezzo VPN, alla rete aziendale. Contemporaneamente, a tutela dell’information security e della data protection, abbiamo divulgato diverse buone pratiche per l’utilizzo degli asset aziendali in modalità smart working. Attraverso le dashboard del nostro sistema di sicurezza informatica, monitoriamo ogni aspetto che riguarda l’utilizzo delle VPN, le segnalazioni di attacchi malware ai PC, i rilasci degli aggiornamenti di sicurezza sui SO e sui software di terze parti. Inoltre, con il team IT conduciamo periodicamente brevi riunioni, per discutere delle performance del servizio che stiamo fornendo di eventuali problemi o impedimenti e di come risolverli. Dal mio punto di vista, una comunicazione chiara, trasparente ed efficace con gli utenti e con il team di lavoro, indipendentemente dalla tecnologia adottata, è il miglior approccio a tutela della info security e alla riduzione di rischi di incidenti informatici.

    #4066

    Il sistema informativo della mia azienda è basato su infrastruttura on premis e cloud pubblico. Svolgendo servizi di pubblica utilità legati all’igiene ambientale, a seguito dell’emergenza COVID-19 il servizio IT ha attuato un piano di emergenza per garantire la continuità dei servizi informatici 24 ore su 24.
    Lo smartworking di fatti già esisteva per le funzioni direzionali, ma con la nuova emergenza COVID-19 , è stato esteso anche a tutti gli utenti che ne hanno fatto richiesta. Molti utenti hanno messo a disposizione i propri dispositivi personali, e questi sono stati abilitati allo smart working previa verifica dei requisiti di sicurezza da parte dei Sistemi Informativi Aziendali. Tutte le funzioni aziendali hanno strumenti per poter lavorare da remoto.
    È in corso l’avviamento di un progetto di trasformazione digitale che prevede la migrazione dei servizi di posta e di collaboration sulla nuova piattaforma GSuite. L’azienda è distribuita su 30 sedi ubicate nel Comune di Napoli e per tale motivo, per prevenire il contagio, le riunioni di lavoro delle funzioni aziendali vengono svolte in modo centralizzato presso gli uffici della Direzione Generale con l’utilizzo di Hangouts Meet, Skype e Webex.
    Vista la nuova emergenza sanitaria, per fronteggiare la crisi epidemiologica è stato avviato un progetto di conversione degli strumenti di rilevazione presenza, passando da un sistema di riconoscimento della biometria della mano che prevedeva il contatto della mano con il dispositivo, ad un nuovo sistema di rilevazione dotato di sensore riconoscimento del palmo della mano a distanza.

    #4217

    Nell’azione di contenimento del virus Covid-19, anche ARPAC accelerato decisamente verso l’attuazione dello Smart Working, al fine di promuovere tra i dipendenti modalità di lavoro “agile”, fuori dalla sede di lavoro, in tutti quei casi in cui la natura dei servizi erogati dall’Agenzia lo rendesse plausibile e possibile.
    L’ARPAC, con il proprio servizio sistemi Informativi, benché con risorse molto ridotte, ha dimostrato ancora una volta un’alta capacità di affrontare l’emergenza sia dal punto di vista progettuale che gestionale-realizzativo con tempi di reazione molto rapidi: nell’arco di 10 giorni dalla progettazione alla messa in esercizio è stato possibile rendere operativa la piattaforma di fruizione remota di tutti i principali sistemi informativi agenziali.
    Oggi quasi l’80% dei dipendenti dell’Agenzia sono in condizione di usufruire dello SMW limitando così la presenza in ufficio a un numero minimo di risorse utili al coordinamento delle attività agenziali (management) o per la continuità dei soli servizi non remotizzabili.
    La soluzione messa in campo è basata ovviamente sul paradigma Cloud e sul BYOD (ndr: bring your own device – impiego dei dispositivi di proprietà dell’utente) che hanno rappresentato la strada più efficiente per rendere operativi in breve tempo numeri elevati di operatori su sistemi IT complessi superando lo scoglio dell’acquisizione di risorse HW ad hoc, alcuni elementi hanno agevolato il processo:
    • avevamo già avviato progetti di Telelavoro seguendo le indicazioni ministeriali e aprendo così al lavoro da remoto (anche se solo su percentuali minime dal 3 al 10% del personale)
    • a seguire si erano già ipotizzate sperimentazioni connesse allo SMW che però erano state temporaneamente poste in standby
    • l’emergenza Covid-19 ha dato una spinta eccezionale sul fronte dello SMW trasformando così il problema in una opportunità che il SINF ha saputo raccogliere per accelerare una trasformazione nell’operatività quotidiana dell’agenzia aprendo a nuove modalità lavorative e a potenziali benefici in termini di aumento della produttività e migliore conciliabilità del binomio vita/lavoro.

    Per la collaboration ovviamente si usano molteplici strumenti ma ci si sta polarizzando su TEAMS per ovvi motivi di disponibilità della soluzione in maniera integrata ai servizi di posta (Office365).
    L’accesso ai servizi IT agenziali avviene invece mediante il “Portale di Smart Working (RDP)” per i dipendenti con il quale si garantisce l’accesso da remoto alle applicazioni ed ai dati necessari allo svolgimento delle principali attività d’ufficio. La fruizione dei servizi è stata progettasecondo il paradigma del BYOD, contemplando quindi l’utilizzo dei principali sistemi operativi client (microsoft/apple e limitatamente android) e cercando di mantenere il più possibile inalterate le abituali prassi lavorative riducendo così le resistenze al cambiamento (change management).
    L’infrastruttura è costituita da un cloud ibrido con parte dei server on-premises (presso il data center ARPAC) e altri ospitati in cloud (Microsoft Azure); il tutto orchestrato da Active Directory.
    La tecnologia adottata per progettare e implementare l’impianto, struttura portante per il “Portale Smart Working”, è quella denominata Microsoft Remote App con Remote Desktop Services (RDS). Si tratta di una tecnologia consolidata ed ampiamente utilizzata in contesti eterogenei, con il vantaggio di essere sviluppata dallo stesso fornitore dell’ambiente cloud, Microsoft, garantendo così piena compatibilità.
    La scelta di RemoteApp come piattaforma di “presentation virtualization”, permette agli utenti di accedere in remoto alle applicazioni, senza che queste vengano installate sulle proprie macchine locali.

    modello architetturale RDP - base

    Questa architettura rappresenta il miglior equilibrio tra funzionalità, flessibilità, scalabilità e protezione da accessi indesiderati. Ogni elemento dello schema ha un “ruolo” ben specifico che garantisce coerenza d’interazione:
    • Web Access: Portale web che consente agli utenti di accedere alla RemoteApp tramite un browser;
    • Gateway: garantisce la sicurezza, usando HTTPS per stabilire una connessione sicura e crittografata tra utenti remoti e Session Host (il cuore operativo del sistema), posti all’interno della rete, in cui vengono eseguite le applicazioni;
    • Connection Broker: si occupa di gestire le connessioni verso i Session Host, bilanciando i carichi di lavoro;
    • Session Host: sono i server in cui sono installate le applicazioni che vogliamo utilizzare;
    • Licensing Server: contiene e controlla le licenze necessarie al collegamento (RDS CAL);
    • Active Directory: tutti i precedenti sono inseriti nel servizio Active Directory già esistente.
    Tutte le macchine virtuali create nel Cloud Azure-Microsoft del progetto sono state annesse al dominio Active Directory preesistente. In questo modo, gli amministratori del dominio possono liberamente accedere usando le loro credenziali amministrative di dominio.
    Tutte le VM sono sottoposte alle procedure di backup di Azure. In base alla criticità del contenuto, sono stati definiti criteri distinti, al fine di bilanciare l’occupazione di risorse con la possibilità di recupero dei dati.
    Il lavoro continua, l’impegno e le risorse sono attualmente rivolte al supporto dell’utente finale per accelerarne l’operatività e superare le resistenze al cambiamento che in questi cambi di paradigma lavorativo sono inevitabili: complice l’emergenza mondiale si è potuto constatare che il personale dell’agenzia ha collaborato di buon grado e ha compreso il sovraccarico cui sono sottoposte le strutture agenziali, in particolar quelle deputate all’organizzazione e gestione dei servizi IT.
    Rimane l’auspicio per il futuro che la PA proceda ad un reale e consistente rinforzo delle proprie funzioni IT visto che ormai il binomio PA-IT è divenuto inscindibile e che, nei rapporti con i fornitori, è definitivamente tramontata l’era del “fate voi che noi non ci capiamo un…!”

    #4271
    AlexTesta2019AlexTesta2019
    Amministratore del forum

    Voglio ringraziare personalmente tutti coloro che hanno riportato le loro esperienze in questo forum e condividere la mia “esperienza” tecnica indicandovi il link https://bit.ly/34V0EWv della mia itervista dove ne parlo.
    Mentre a livello prettamente umano, voglio condividere con voi la mia giornata tipo durante il lockdown e le mie sensazioni ed emozioni.

    La mattina inizia tutto uscendo di casa con mascherina al seguito e guardandomi nello specchio dell’ascensore mi sembrava di essere un personaggio di quei videogiochi post apocalittici in cui uscire di casa era già pericoloso. Il tragitto per andare al lavoro, solitamente di 20 minuti, si è ridotto a circa 7, traffico inesistente e la compagnia giornaliera di un CIO del direttivo del CIO CLUB, quasi sempre Pasquale De Martino, CIO di Marald Spa, con cui prendo quello che ho battezzato il mio “caffè virtuale” , visto che in ufficio circa 70 persone lavorano oramai in smart working da 6 settimane e siamo solo in tre.
    Lavorare in un ufficio vuoto non è il massimo, anzi, a volte risulta alienante, ma con le videocall e un carico di lavoro intenso il tempo vola.
    Qualcuno può pensare che il COVID non mi abbia toccato, visto che la mia vita non è cambiata molto da prima, invece, ho perso un caro amico, consulente della nostra azienda, Pino Grimaldi , che chiamavo “The Prof”, visto che era un professore universitario di 72 anni in pensione ma attivo mentalmente iper attivo.Una persona splendida con cui sarei stato di passare ore a discutere su nuove tecnologie e processi.

    Spero di tornare presto alla normalità e in tempi non lunghi, come tutti voi. Mi mancano gli eventi live del CIO CLUB!
    Un abbraccio a tutti, sperando id rivedervi tutti presto e in buona salute.

    • Questa risposta è stata modificata 9 mesi, 1 settimana fa da AlexTesta2019AlexTesta2019.
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